Franco Bolzoni  
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Franco Bolzoni Franco Bolzoni

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Biografia:

Diplomato al liceo artistico di Torino nel 74, un po’ di Accademia, un po’ di Architettura e poi la pittura. Inizio come pittore figurativo ispirandomi ai grandi maestri del passato ma passo presto all’illustrazione e alla grafica, prima come freelance e successivamente come art director in importanti agenzie pubblicitarie.

Dal 2005, riprendo la mia ricerca artistica, i primi studi, i primi tentativi, le prime garze colorate, le prime mummie.

Più che l’aspetto mistico e misterioso, per me era importante l’aspetto formale, capire fino a che punto le fasce che avvolgono una mummia possono restituire la sagoma reale della persona, dell’animale o degli oggetti, capire la  posizione, le dimensioni, anche questo diventa in fondo un modo di rappresentare la realtà.

Sono nati così i primi oggetti mummia, oggetti d’uso comune come una bottiglia, un libro, una fetta d’anguria, oppure animali, animali che mantengono la loro forma, la loro struttura, animali “vivi” che a tratti emergono dalle fasce che li avvolgono e li costringono.

Critica:

I curiosi e intriganti quadri mummia di Franco Bolzoni. Formatosi al Liceo Artistico, ha lungamente lavorato nel campo dell’illustrazione e della pubblicità come art director dell’agenzia Armando Testa, mentre alla fine degli anni Settanta ha allestito una personale alla Galleria Quaglino di Torino con opere classicamente figurative.

Ora la sua esperienza si identifica con una ricerca intorno alle mummie, a un universo di immagini celate dalle fasce, a una realtà negata all’osservatore, ma sicuramente misteriosa e, talvolta, sottilmente inquietante: «Rappresentare un oggetto qualsiasi - suggerisce il pittore - da un animale ad una fetta d’anguria, senza mostrarlo nei suoi colori, nelle sue superfici e materiali, apre ampi spazi di libertà che la fantasia deve necessariamente riempire».

E’ la libertà dell’immaginazione che unisce la forma di un pesce verde a quella di una bottiglia blu o di una tazzina arancio. Così le scarpe dal colore oro, i sassi grigi, una stilografica e un libro aperto avvolto con strisce di tela, diventano altrettanti capitoli di un racconto che si snoda in una sorta di percorso tra immaginazione, sogno e affiorante struttura degli oggetti.

Angelo Mistrangelo La Stampa 17-12-2007

 
     

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